One response to “Vent’anni dopo. La pagina di Auschwitz cambia pelle”

  1. Francesco Guccini non mi ha mai appassionato, a parte qualche canzone. Una di queste è Auschwitz (Canzone del bambino nel vento) che ascoltai, la prima volta, nella versione dell’Equipe 84.
    Sono trascorsi tanti anni, mi sto facendo vecchio e la Storia dell’umanità e’ sempre uguale a se stessa. Uno scempio ai danni dei miti, degli onesti, degli innocenti e della povera gente.

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