Canzoni contro la guerra tra i vincitori della 10ª edizione della Targa Mei Musicletter

MEI Music letter

Il nostro sito è tra i vincitori del “Premio nazionale per il giornalismo musicale sul web 2022”,  ideato e curato da Luca D’Ambrosio con la collaborazione del patron di Giordano Sangiorgi del MEI.

«Sono trascorsi dieci anni dalla prima edizione della Targa Mei Musicletter, ovvero il premio nazionale per il giornalismo musicale sul web, ma l’auspicio è sempre lo stesso: tentare di scegliere le migliori realtà online che si occupano di critica e informazione musicale – spiega Luca D’Ambrosio – Un modo per cercare di offrire al grande pubblico della rete un’alternativa a ciò che ogni giorno viene proposto in maniera omologata dai grandi canali di comunicazione. Un premio, insomma, rivolto a siti collettivi e blog personali che, nonostante tutto, continuano a trattare con passione e professionalità di dischi e artisti che molto spesso non trovano spazio nei mass media. Sempre che oggigiorno parlare di critica musicale abbia ancora un senso».

«Oggi il giornalismo musicale, – dichiara Giordano Sangiorgi – per il ruolo di critica e stimolo che dovrebbe avere, deve trovarsi un nuovo spazio, in modo da tornare centrale nel dibattito culturale e musicale. Un premio del giornalismo musicale deve servire a segnalare chi ha mantenuto alta l’asticella della scrittura coniugandola con una facile accessibilità e un’attenzione alta, contrastando così con forza la riduzione della comunicazione sulla musica a mero marketing commerciale».

Ecco l’annuncio ufficiale del premio.

La premiazione della Targa Mei Musicletter 2022 si terrà l’1 ottobre, dalle ore 16.00, presso la Sala del Podestà del Comune di Faenza, nel corso del Forum del giornalismo musicale diretto da Enrico Deregibus.

MEI

Noi ci saremo. E voi ?

 

 

CCG maggiorenni !

(la version française suit le texte italien)

MESURE DE L’ÉTERNITÉ     DES CHANSONS CONTRE LA GUERRE

Dal 20 marzo scorso, vale a dire dal 20 marzo 2021, “Canzoni Contro la Guerra” / “Antiwar Songs” / “Chansons Contre la Guerre” può votare, prendere la patente di guida, andare nelle prigioni ordinarie, contrarre matrimonio, stipulare liberamente contratti e effettuare testamento: è diventato maggiorenne. Ha diciott’anni, insomma. Come recita la famosa dicitura sulla homepage: “Canzoni Contro la Guerra” è online dalla sera del 20 marzo 2003, giorno in cui sono cominciati i bombardamenti statunitensi sull’Iraq”. Insomma, se non è proprio un “Millennial”, poco ci manca; senza tenere conto, naturalmente, che diciott’anni, per un sito Internet, sono pressoché un’eternità. Non sappiamo quanti altri siti al mondo possano dichiarare una simile longevità continua: non siamo mai andati offline, non c’è stata nessuna interruzione se non qualche breve “pausa tecnica” dovuta a accidenti del server.

In questi diciott’anni abbiamo inserito, commentato e tradotto quasi trentaquattromila canzoni, brani musicali, parole in musica, musica senza parole, colonne sonore di film, opere liriche, brani antichissimi e brani scritti due ore fa, poesie, opere serissime e tristissime, canzoni da scompisciarsi dal ridere, parodie e non so nemmeno io cos’altro. La “guerra” si è dilatata a tutte le guerre e alle lotte possibili e immaginabili dell’uomo contro l’uomo, gli animali e l’ambiente; ci sono pagine che hanno fatto il giro del mondo, altre che hanno fatto il giro d’Italia o di Francia e altre che non hanno fatto nemmeno il giro di casa propria. Essendo chi scrive allergico ai “bilanci”, che gli fanno venire delle brutte reazioni simili all’orticaria, è bene fermarsi qui. Non senza, però, far notare che, nei suoi diciott’anni di vita, le “CCG”, o “AWS”, hanno fatto volentieri a meno -e continueranno a farlo- di due cose: qualsiasi forma di pubblicità al suo interno, ma proprio nemmeno un bannerino che sia uno, e i “social media” di merda. Apparteniamo alla preistoria, d’accordo, e resteremo fieramente preistorici. Padroni di niente e servi di nessuno.

In questi diciott’anni abbiamo raccolto: lodi sperticate, critiche feroci, dichiarazioni d’amore, insulti, sarcasmi, discussioni interessanti, discussioni deliranti, citazioni in libri, minacce di violazione del copyright, spam a tonnellate, interventi di autori e artisti, qualsiasi cosa. C’è stato persino il pazzo furioso che aveva preso il Guestbook per il suo diario personale (“Cari amici del Guestbook”…). Secondo qualcuno, il sito è “brutto esteticamente” (saranno molto bellini quelli dello Stormfront o di Forza Nuova, chissà). Un amministratore si è fidanzato con una amministratrice. Amministratori e collaboratori che sono andati, venuti, tornati, di nuovo andati e di nuovo, si spera, ritorneranno. Altri collaboratori ci hanno lasciati per sempre. Una babele di lingue e dialetti contenente persino l’unico tentativo al mondo di restituzione di un testo in cinese antico. Canzoni contro la guerra, contro il lavoro (il suo parente più prossimo), contro ogni cosa e a favore di ogni altra cosa. Ci sono gli “Extra” e c’è il “Bollino Bleah”. Abbiamo fatto conoscere sconosciuti infilando anche canzoni scritte dal ragazzino greco di dodici anni. Non ci abbiamo mai guadagnato mezzo soldo bucato, da tutto questo: siamo fatti così. Eppure sembra che abbiamo, secondo siti specializzati nel monetizzare, un valore economico di circa 190.000 dollari: teneteveli pure, anzi cacciateveli nel culo.

Fondamentalmente, “Canzoni Contro la Guerra” è un sito di memoria e di Storia raccontata attraverso canzoni e musica: in modo sicuramente discontinuo e con migliaia di precisazioni, correzioni e integrazioni nelle sue migliaia di pagine, è quel che abbiamo sempre cercato di fare e che seguiteremo a fare fin quando si potrà. Un giorno, qualcuno -per legge di natura- se ne andrà nel Vastissimo Nulla, sperando che prima non si sia rincoglionito. Se tutto questo vi è anche solo un poco garbato, cerchiamo ragazzotti e ragazzotte che conoscano minimo una quindicina di lingue e che abbiano voglia di impegnarsi a fondo, per i prossimi diciott’anni, in un’opera difficile, faticosa, che non dà nessuna fama né gloria e che non rende nemmeno un euro. Grazie e a presto. Per ora si va avanti, in tasca anche al Covid.

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